Cos'è la spirulina e da dove proviene

Spirulina verde-azzurra in polvere — cos'è e da dove proviene

Foto: qi yuan via Pexels

La spirulina è una microalga — più precisamente un cianobatterio — di colore verde-azzurro intenso, usata da decenni come integratore alimentare per la sua notevole ricchezza nutrizionale. Attorno a questo piccolo organismo si è costruito però un alone di entusiasmo che mescola fatti reali e promesse esagerate. Vale quindi la pena partire dalle basi: cos'è davvero la spirulina, da dove arriva e perché se ne parla tanto, separando ciò che è documentato da ciò che è soltanto marketing.

In sintesi: la spirulina è un microrganismo acquatico che cresce in acque dolci alcaline, ricco di proteine e altri nutrienti, commercializzato come integratore in polvere o in compresse. Non è un farmaco né un rimedio miracoloso, ma un alimento concentrato. Vediamo nel dettaglio.

Cos'è di preciso

Dal punto di vista biologico, la spirulina non è un'alga «vera» nel senso comune del termine: appartiene ai cianobatteri, microrganismi un tempo chiamati «alghe azzurre». Le specie utilizzate come integratore appartengono al genere Arthrospira (le più note sono Arthrospira platensis e Arthrospira maxima). Il nome «spirulina» deriva dalla sua forma: al microscopio si presenta come un filamento avvolto a spirale.

Il caratteristico colore verde-azzurro nasce dalla combinazione di due pigmenti: la clorofilla, verde, e la ficocianina, un pigmento azzurro tipico dei cianobatteri. È proprio la ficocianina a dare alla spirulina la sua tonalità inconfondibile e a essere oggetto di numerosi studi, ancora in corso, sulle sue proprietà.

Dove cresce e da dove arriva

In natura la spirulina prospera in laghi e specchi d'acqua dolce alcalini, caldi, di regioni tropicali e subtropicali. Storicamente è stata utilizzata come alimento da diverse popolazioni: le fonti storiche raccontano del suo impiego da parte degli Aztechi, che la raccoglievano dal lago Texcoco, e di popolazioni stanziate attorno al lago Ciad, in Africa, che ne fanno tradizionalmente uso alimentare. È quindi un alimento dalla lunga storia, non una scoperta recente.

Oggi la spirulina destinata al mercato non viene raccolta in natura, ma coltivata in modo controllato, in vasche all'aperto o in sistemi chiusi (fotobioreattori), dove temperatura, luce e composizione dell'acqua sono gestite per garantire crescita e sicurezza. Dopo la raccolta, la biomassa viene essiccata e trasformata nei formati che troviamo in commercio. Le condizioni di coltivazione e di lavorazione incidono molto sulla qualità del prodotto finale, ed è uno dei motivi per cui non tutte le spiruline sono uguali.

Come si presenta come integratore

La spirulina arriva al consumatore in poche forme principali: polvere, compresse (o tavolette) e, più raramente, fiocchi. La polvere ha un colore verde molto intenso e un sapore e un odore caratteristici, decisi, che non tutti gradiscono; le compresse nascono spesso proprio per aggirare questo aspetto, rendendo l'assunzione più neutra. La scelta tra i diversi formati dipende soprattutto dalle abitudini personali e da come si preferisce integrarla nella giornata, un tema che merita un approfondimento a sé.

Perché se ne parla così tanto

La fama della spirulina nasce dalla sua densità nutrizionale: a parità di peso è uno degli alimenti più ricchi di proteine e contiene una serie di micronutrienti e pigmenti che la rendono interessante dal punto di vista alimentare. Questo l'ha resa popolare tra chi cerca di arricchire la propria dieta, tra gli sportivi e in chi segue regimi vegetariani o vegani.

Qui però serve onestà, ed è il punto di vista che conviene tenere fermo: la ricchezza «per grammo» va sempre rapportata alle quantità realmente assunte, che sono modeste (pochi grammi al giorno). La spirulina è un integratore alimentare, non un sostituto dei pasti né una medicina, e non «cura» nulla. Gli integratori, del resto, non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Vista così — come un alimento concentrato che può affiancare un'alimentazione già equilibrata — la spirulina mantiene il suo interesse senza bisogno di promesse gonfiate.

Spirulina e clorella: due cose diverse

Spesso la spirulina viene nominata insieme alla clorella, e le due vengono confuse. In realtà sono microrganismi differenti: la clorella è un'alga verde unicellulare con caratteristiche e composizione proprie, mentre la spirulina è un cianobatterio. Hanno punti in comune come integratori, ma anche differenze sostanziali che vale la pena conoscere prima di scegliere l'una o l'altra.

Cosa non è la spirulina

Per chiudere il cerchio, è utile dire cosa la spirulina non è. Non è un farmaco e non sostituisce alcuna terapia. Non è un «superfood» capace di risolvere problemi di salute da solo. Non è una fonte affidabile di tutti i nutrienti: contiene per esempio una forma di vitamina B12 che il nostro organismo non utilizza efficacemente, per cui non va considerata un sostituto della B12 alimentare — un equivoco diffuso soprattutto tra chi segue diete vegetali. Inquadrarla per ciò che è davvero — un alimento concentrato dalla lunga tradizione — è il modo migliore per usarla con criterio.

Spirulina fresca ed essiccata

Quasi sempre la spirulina che troviamo in commercio è essiccata: l'essiccazione rimuove l'acqua, concentra i nutrienti e permette di conservare e trasportare il prodotto a lungo. Esiste anche la spirulina fresca, proposta da alcuni produttori locali, ma è molto deperibile e va consumata in tempi rapidi, il che ne limita la diffusione. Il metodo di essiccazione non è un dettaglio irrilevante: una lavorazione condotta male, a temperature eccessive, può impoverire il prodotto, ed è uno dei fattori che distingue una spirulina di qualità da una mediocre. È un aspetto su cui vale la pena informarsi quando si sceglie.

Un interesse che va oltre l'integratore

La spirulina non interessa soltanto il mondo degli integratori. Per il suo profilo nutrizionale e per la capacità di crescere con un consumo di risorse relativamente contenuto rispetto alle proteine di origine animale, è stata oggetto di attenzione da parte di organizzazioni internazionali: la FAO, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, ne ha evidenziato l'interesse come fonte alimentare, anche in contesti di sicurezza alimentare. È un riconoscimento del suo valore come alimento, che però non va trasformato in promesse salutistiche: una cosa è il potenziale nutrizionale e di sostenibilità, un'altra sono gli effetti sulla salute, che restano nei limiti di ciò che è documentato e autorizzato.

Se stai valutando di provarla, conoscere come è prodotta aiuta a orientarsi nella scelta: dare un'occhiata ai prodotti a base di spirulina permette di capire quali formati e quali caratteristiche rispondono meglio alle tue abitudini.

Domande frequenti

Nel linguaggio comune viene chiamata alga, ma in realtà è un cianobatterio, un tempo classificato tra le «alghe azzurre». Le specie usate come integratore appartengono al genere Arthrospira.

Non viene raccolta in natura, ma coltivata in modo controllato in vasche o in sistemi chiusi, poi essiccata e trasformata in polvere o compresse. Le condizioni di coltivazione influenzano molto la qualità del prodotto.

Per la combinazione di clorofilla, di colore verde, e ficocianina, un pigmento azzurro tipico dei cianobatteri. È proprio la ficocianina a dare alla spirulina la sua tonalità caratteristica.

No. La clorella è un'alga verde unicellulare, la spirulina un cianobatterio. Hanno alcuni usi simili come integratori, ma composizione e caratteristiche diverse.

No, è un integratore alimentare. Non sostituisce una dieta varia ed equilibrata né alcuna terapia, e non va intesa come un rimedio per curare disturbi o malattie.

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